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Passeggiate nei Borghi

Passegiata nel Borgo di Acuto

Se siete in macchina potete salire su in paese, oltrepassare la porta da cui si accede al borgo, girare a destra e parcheggiare nella piazzetta adiacente alle mura al centro della quale si erge un monumento in onore dei caduti dell’ultima guerra.

Le mura che collegano le diverse torri del borgo, in parte sono facilmente riconoscibili e in parte sono confuse con le case che ad esse si sono sostituite o le hanno inglobate. Il perimetro difensivo è però pienamente visibile e imponente.
In fondo alla piazzetta, una viuzza vi porta lungo le viscere di questo borgo che è perfettamente conservato e curato. Le stradine sono tutte rivestite di un acciottolato in sampietrini grigi. Alcuni di questi, al centro, bianchi formano un disegno leggero che accompagna il visitatore.
Le case alte e imponenti con i portoni dagli archi in pietra lasciano presumere che all’interno ci siano ambienti ampi e soffitti alti da cui si può rimirare la valle sottostante.

Dopo un primo tratto di strada, sulla destra si scorge uno slargo. È una piazzetta, anch’essa ristrutturata e con un parapetto a forma di mezza luna da cui affacciandosi si può ammirare tutta la valle del Sacco sottostante e vedere le punte delle montagne dei Lepini di fronte, che quando nevica, si tingono di bianco. La vista è di quelle mozzafiato, soprattutto la mattina quando qualche nuvola leggera e bianca si libra nell’aria e rende il paesaggio ancora più attraente e fantastico.

Lasciando la piazzetta e proseguendo la passeggiata, la strada scende e oltrepassata la chiesa sulla destra si arriva fino all’uscita del borgo dove si viene raccolti dalla strada che fa da circonvallazione al borgo sul versante sud.

Ci si affaccia al parapetto in ferro che delimita la strada e si ammira nuovamente la valle, ma l’occhio questa volta spazia anche sulla destra dove si intravedono i comuni limitrofi che fanno da sentinella ai vigneti del Cesanese che sono distesi bellamente dalla pianura fino a lambire i borghi.

Più a destra ancora, sulla collina di fronte si  scorge il cimitero del paese e viene subito da pensare che certamente i morti hanno la fortuna di riposare in un posto veramente tranquillo di fronte ad una valle meravigliosa.

Se ci si riesce a distaccare da questo incanto e si prende la strada grande della circonvallazione si ritorna al punto di partenza avendo sulla sinistra le mura del borgo che ogni tanto lasciano spazio ai campanili delle chiese e alle torri difensive.

Di fronte si ha la vista dei Monti Ernici che indicano che verso di loro c’è la strada per Fiuggi, ad appena sei chilometri di distanza.

Passegiata nel Borgo di Trevi del Lazio

Venendo dagli Altipiani di Arcinazzo giunto alla "cona" si apre allo sguardo il paesaggio di Trevi nel Lazio; dopo 7 km si arriva a Borgo Madonna, inizio del paese; proseguendo x Viale Cesare Battisti si giunge a Piazza IV Novembre e a Porta Romana, centro del paese.
Entrando per Porta Romana si incontra, a sinistra, Via Luigi Cadorna, essa porta al rione classico di Trevi che conserva gli aspetti folcloristici del passato. La via larga e le case simmetriche e signorilmente curate ricordano che un tempo il Colle fu dimora di distinte famiglie. Fu proprio al Colle che S. Pietro Eremita (patrono di Trevi) operò il miracolo del pane cotto a forno freddo (il forno oggi è stato distrutto ed adibito a cantina, un'epigrafe ne ricorda l'esistenza).
A Piazza del Colle, oggi detta Piazza Damiano Chiesa, fa spicco l'ex Palazzo Biferi, che conserva ancora la facciata settecentesca, caratterizzata da finestre elegalmente rimarcate. Per Via Armando Diaz si sale a Piazza degli Angeli (cosi detta perché vi abitarono le suore). Da qui si può ammirare un tratto ben cerchiato da mura preromane, che racchiudevano il borgo, al quale si accedeva attraverso due porte, l'una sul versante orientale, denominata Arco Giansanti, e l'altra nella parte occidentale dell'acropoli detta Portella.
Da Piazza degli Angeli, per l'Arco Giansanti, si va a Piazza Civita ed al Castello. Piazza Civita è il cuore dell'alto rione, è il punto di richiamo di tutto il nucleo, è la sede di tutte le manifestazioni folcloristico-religiose, che si svolgono nella parte alta della città.
Da Piazza Civita si scende a sinistra per Via Pierantoni, alla fine della quale si trova la Portella, da qui si può godere dell'ampio scenario della Valle dell'Aniene. A sinistra si prosegue per Via del Monte, dove si possono ammirare le torri e i resti della più antica cinta muraria.
Da qui si scende al Caronaro, rione meno antico dei precedenti, ma ricco di angoli suggestivi. Al centro del rione emerge il signorile Palazzo Napoleoni, con il portale in cardellina, il corridoio con affreschi e il pozzo chiostrale: questi i resti che ne rilevano il suo antico splendore.
Via Vittorio Emanuele costeggia il municipio, la Piazzetta del Mercato (dove un tempo si svolgeva un piccolo mercato cittadino), la Chiesa colleggiata, Piazza Santa Maria e proseguendo si arriva a Piazza Crapara e l'Oratorio di San Pietro per terminare a Porta Napoletana.
Da qui inizia una strada ripida, Via Roma, che porta a Prato e a Ponte San Teodoro: essa anticamente era l'arteria principale del centro abitato, i resti di mosaico romano che vi sono stati rinvenuti dimostrano la ricchezza e l'eleganza delle abitazioni che la costeggiavano.

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Borghi del Lazio

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